Con le cime ormai imbiancate e il silenzio dell’inverno che avvolge Usseglio, è tempo di bilanci per il Museo Civico Alpino "Arnaldo Tazzetti". Il 2025 si chiude confermando il ruolo del Museo non solo come custode della memoria, ma come attivo centro di ricerca scientifica e culturale.
Il cuore verde della stagione: la scienza in mostra con "Erbe, Erbolari, Erbari"
Il fulcro della programmazione estiva è stata la mostra temporanea Erbe, Erbolari, Erbari, inaugurata lo scorso 28 giugno. L'esposizione ha puntato i riflettori sulla botanica e sul mondo delle piante. Partendo dall'analisi dell'antico Herbarium del 1749 di fra Bottalini, i visitatori hanno potuto approfondire le proprietà fitoterapiche delle specie alpine, confrontando l'antica sapienza farmaceutica dei Certosini di Collegno con le moderne tecnologie farmaceutiche. I visitatori hanno poi potuto immergersi nella tassonomia, scoprendo come si è passati dalla semplice osservazione di Carl Linneus ai moderni microscopi elettronici a scansione dei giorni nostri. Un percorso che ha trasformato il museo in un laboratorio di studio sulla biodiversità locale, evidenziando l'importanza della flora spontanea delle nostre valli.
L'erbario del Museo è stato al centro della mostra temporanea di quest'estate, nella quale è stata esposta una selezione dei fogli conservati nella collezione di Scienze Naturali.
Il Museo Diffuso
Fedele alla vocazione territoriale, il Museo ha esteso la sua attività anche a Lemie, dove la mostra fotografica "Àiva" ha raccontato il potere modellante dell'acqua nel paesaggio alpino.
Riscoprire la lingua e la storia locale
Il 2025 ha segnato anche un momento importante per la ricerca storica e linguistica. A giugno, il Museo ha ospitato la significativa presentazione del volume Il parlare d'Usseglio, curato da Paolo Benedetto Mas. La ripresa degli studi di Benvenuto Terracini sul dialetto francoprovenzale locale ha permesso di restituire alla comunità un pezzo fondamentale della propria identità immateriale.
La narrazione del territorio è proseguita con Alessandro Mella e il suo I falò proibiti e altre storie. Inoltre, durante la presentazione di Tesori tra le pieghe di un abito di Nicoletta Rodes è stata approfondita l'antica e interessante storia dei costumi tradizionali delle Valli di Lanzo.
Didattica e ricerca sul campo
Il Museo ha confermato la sua missione educativa con un approccio pratico. Ricordiamo con piacere le passeggiate botaniche lungo il piano di Usseglio guidate da Aldo Chiariglione (autore della Flora delle Valli di Lanzo), vere e proprie lezioni all'aperto di sistematica vegetale, e il laboratorio micologico focalizzati sul riconoscimento scientifico e l'ecologia dei funghi, a cura di Francesco Golzio.
L'arte ha trovato il suo spazio con la prima edizione del Concorso di pittura "Elena Tazzetti" a fine luglio, che ha visto vincitrice Daniela Gjyzeli con l'opera Progenie di Gea.
Non sono mancate le suggestioni culturali di ampio respiro. Dal concerto "Vibrar di fronde" del Trio Camene (flauto, violino, violoncello) in agosto, alla proiezione del docu-film "Sea. Anima Selvaggia".
Due nuovi quadri di Cesare Ferro Milone fanno parte da quest'anno della sezione artistica.
Il 2025 è stato anche l'anno della svolta digitale per le collezioni naturalistiche del Museo. Grazie al bando "Musei, Archivi e Biblioteche (MAB) 2025" di Wikimedia Italia, abbiamo portato a termine un ambizioso progetto di Open Science. Sono stati digitalizzati e caricati sulla piattaforma libere Wiki Commons centinaia di foto di farfalle e i campioni del nostro erbario. Non si è trattato di una semplice campagna fotografica, ma di una vera operazione di condivisione scientifica: ogni immagine è corredata da metadati precisi su località e data di raccolta, rendendo la biodiversità delle Valli di Lanzo accessibile a ricercatori e studiosi di tutto il mondo, senza più barriere geografiche.
Gran parte della collezione di lepidotteri del Museo è stata digitalizzata e condivisa online, per essere liberamente accessibile da tutti.